LEGGE DI BILANCIO 2026: TUTTE LE NOVITA' SU TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE.
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti cambiamenti su TFR e previdenza complementare: adesione automatica ai fondi pensione, maggiori vantaggi fiscali e più flessibilità nelle prestazioni. Scopri cosa cambia e come impatta sulle scelte dei lavoratori.
PREVIDENZA
Maurizio Rapone
1/22/20261 min read
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità in materia di TFR e previdenza complementare, con l’obiettivo di rafforzare il pilastro pensionistico e favorire una maggiore adesione ai fondi pensione, soprattutto tra i lavoratori più giovani.
La novità più rilevante riguarda l’adesione automatica alla previdenza complementare. A partire dal 1° luglio 2026, per i nuovi assunti del settore privato, il TFR maturando confluirà automaticamente nel fondo pensione collegato al contratto collettivo se il lavoratore non esprimerà una scelta diversa entro 60 giorni dall’assunzione. Resta comunque piena libertà di scelta: il lavoratore potrà decidere di mantenere il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione differente a sua scelta.
Cosa succede nelle PMI senza fondo di categoria:
Per le piccole e medie imprese che non hanno un fondo pensione di categoria, il TFR resta sempre sotto il controllo del lavoratore.
Se il lavoratore esprime una preferenza, il TFR va dove indicato da lui.
Se non sceglie nulla entro i 60 giorni, la legge prevede un criterio di default che assegna il TFR a una forma di previdenza complementare definita dalla normativa
In ogni caso, anche nelle PMI, il datore di lavoro dovrà comunque destinarlo a una forma pensionistica complementare.
Vantaggi fiscali e maggiore flessibilità:
Sul fronte fiscale, la legge interviene aumentando il limite di deducibilità dei contributi alla previdenza complementare, che passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui a partire dal 2026. Un segnale importante che rende lo strumento ancora più efficiente dal punto di vista del risparmio fiscale.
Vengono introdotte anche maggiore flessibilità nelle prestazioni pensionistiche. Dal 2026 sarà possibile ricevere fino al 60% del montante accumulato in forma di capitale (rispetto al precedente 50%) e saranno previste nuove opzioni di rendita, pensate per adattarsi meglio alle diverse esigenze di reddito nella fase di pensionamento.
Infine, cambia progressivamente anche la disciplina del Fondo di Tesoreria INPS, con una riduzione graduale delle soglie dimensionali delle aziende obbligate al versamento del TFR, a partire dal biennio 2026-2027.
Nel complesso, le novità della Legge di Bilancio 2026 confermano una chiara direzione: incentivare la pianificazione previdenziale di lungo periodo, rendendo il TFR e la previdenza complementare strumenti sempre più centrali nelle scelte finanziarie dei lavoratori.
